Proprietà popolare dell'energia
Si prega di leggere attentamente le regole elettorali per capire come il tuo voto sarà utilizzato da Decidiamo - Vivaio delle idee
Con l'accelerazione della tecnologia e l'IA sembra impossibile non immaginare che da oggi alla fine del secolo il lavoro per l'uomo sarà in continuo ineluttabile calo.
La fine del secolo è un orizzonte troppo lontano? Ma la politica a cosa serve se non ad immaginare nuovi scenari e prospettive di vita ad ogni modo se consideriamo anche solo un paio di decenni la prospettiva non cambia molto.
È chiaro che non possiamo solo fare battaglie di retroguardia per salvare quello che non serve più, saremmo solo anacronistici dinosauri.
Quindi immaginare nuove prospettive è d'obbligo, l'utopia in questo caso è un esercizio necessario.
Il sole ci ha da sempre regalato energia gratis.
Arriva sulla terra energia che equivale a migliaia di volte il fabbisogno mondiale. Questo è un dato che da solo non soltanto ha poco valore ma è addirittura fuorviante perché non tutta l'energia che proviene dal sole è captabile e sfruttabile per l'uso umano.
Resta però il fatto che il FV - veramente producibile - potrebbe coprire da solo tutto il fabbisogno energetico mondiale.
Non solo l'energia elettrica ma proprio TUTTA.
La sfida tecnologica ed industriale per rendere questo possibile, al momento, è impossibile ma dal punto di vista concettuale, a lungo termine, niente ci impedisce di chiederci:
perché l'energia non dovrebbe essere del popolo?
Evidentemente se la fonte energetica è nascosta nelle viscere della terra e per raggiungerla occorrono investimenti enormi, chi fa quegli investimenti rivendica la proprietà dell'energia
MA
Lo schema di produzione e distribuzione dell'energia potrebbe domani essere ribaltato grazie alle rinnovabili. Già oggi sono possibili piccoli impianti delocalizzati che non hanno bisogno di investimenti colossali fuori della portata popolare.
La grande provocazione che intendo lanciare nel dibattito è che se il popolo nel prossimo futuro non potrà più contare sul lavoro, dovrà contare sull'energia.
L'energia intesa come reddito di cittadinanza, anzi reddito di umanità.
La proprietà cittadina contrapposta alle grandi compagnie e ai loro extraprofitti.
Da subito bisogna fare in modo che per i cittadini sia possibile diventare imprenditori nel settore energetico.
Una legislazione chiara e semplificata sull'azionariato popolare diffuso.
Strumenti che permettano agli enti locali di farsi garanti e promotori durante il processo di costituzione delle società.
Tutoraggio tecnico e amministrativo che agevoli l'accesso alle conoscenze indispensabili per l'elaborazione dei piani industriali.
Una provocazione certo ma qualche passo si può fare.
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