Modifiche a "Un Green New Deal (vero) che cambi il volto del lavoro in questo Paese, una riforma che abbatta le sofferenze e non le attenui."
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L’idea di un Green New Deal è stata istantaneamente oggetto di ridicolo dal secondo in cui la Commissione Europea ha definito così il suo mediocre e francamente inefficace piano per costringere i cittadini a pagare l’austerità in nome di un fantomatico miglioramento ambientale (che, a distanza di anni, è ancora difficile da notare).
Il Green New Deal (GND per brevità) è una legge promossa in prima istanza dalla Deputata Americana Alexandria Ocasio-Cortez e dal Senatore Ed Markey che propone di ritornare alla programmazione economica di epoca post-bellica fissando obiettivi non unicamente ambientali ma anche e soprattutto sociali ed economici, ponendo come obiettivo generale quello di guidare la transizione verso un nuovo tipo di economia senza lasciare nessuno indietro e senza costringere le classi meno abbienti a pagare il prezzo di questa transizione. Si distingue dagli interventi precedenti proprio per questo: l’obiettivo non è quello di annacquare o salvare un sistema che per sua stessa natura è fallimentare, ma porre le basi di un sistema nuovo, dove i sussidi e gli interventi pubblici non sono di bandiera o di facciata ma sono radicali e profondi per garantire non l’attenuazione del problema, la scomparsa del sintomo, ma la risoluzione del problema, l’eradicazione del male. La proposta si articola sostanzialmente in pochi e brevissimi punti, a cui segue per necessità una massiccia mobilitazione pubblica sia all’interno che all’esterno delle istituzioni, ed è sostanzialmente applicabile in ogni singola istituzione dal più piccolo dei comuni fino al Governo Nazionale e, se possibile, all’Unione Europea.
L’idea del GND è rimbalzata tra i gruppi ambientalisti più progressisti a partire dalla fine dei primi anni 2000, come proposta progressista di risoluzione della recessione dovuta alla crisi del 2008, ed è tornata alla ribalta solo nel 2018 quando è stata inserita nel dibattito pubblico da AOC e Markey. In realtà, specialmente in Italia, possiamo dire che le basi di tutto questo non sono in questa idea ma nel solco della politica economica postbellica italiana, influenzata da menti brillanti quali Ezio Vanoni, Ugo La Malfa, Riccardo Lombardi, Antonio Giolitti, Paolo Sylos-Labini, e con l’apporto non indifferente di un Partito Comunista che ha potuto dare forza a queste proposte nel paese.
La proposta è quella di stabilire:
obiettivi di tipo economico, sociale, ambientale da raggiungere, e il tempo necessario per raggiungerli - obiettivi che chiaramente sono temporanei e che devono essere fissati di volta in volta dagli organismi di cui sotto;
strutture di coordinazione tra i singoli compartimenti delle istituzioni pubbliche e tra le stesse istituzioni pubbliche per garantire una politica coesa, coerente e soprattutto efficiente nell’affrontare i problemi (o il riutilizzo di strutture già presenti qualora ancora attive);
coordinazione e trasparenza con le parti politiche, le parti sociali e soprattutto la cittadinanza per garantire l’efficacia politica e la partecipazione in quello che è a tutti gli effetti uno sforzo ben maggiore dei normali sforzi politici.
In questo è evidente che l’obiettivo del GND non è strettamente ambientale, nè tantomeno rappresenta “una proposta” quanto semplicemente un metodo differente di considerare sia l’approccio politico ai problemi sia soprattutto le potenzialità della spesa pubblica. Il Green New Deal è un modus operandi che noi come sinistra abbiamo dimenticato da anni, forse da decenni, e che dobbiamo necessariamente riprendere se vogliamo veramente affossare un sistema come questo, un capitalismo ormai selvaggio e sfrenato che ha perso ogni remore ed ogni controllo e mira a rinforzare ogni giorno il suo controllo.
Titolo (Italiano)
- +Un Green New Deal (vero) che cambi il volto del lavoro in questo Paese, una riforma che abbatta le sofferenze e non le attenui.