Scuola e alta formazione: efficienza, conoscenze e merito veri.
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1) prima questione: ormai studi recenti hanno messo in evidenza come la tecnologia stia uccidendo il pensiero critico, la concentrazione e l'autonomia dei ragazzi: va GESTITA con attenzione a scuola, e non deve essere un obbligo calato dall'alto come invece è (art. 33 della Costituzione); inutile aggiungere che il discorso vale anche per l'intelligenza artificiale;
2) gli insegnanti, motore vero della scuola, son ormai mal formati e mal aggiornati su ciò che solo conterebbe: LA CONOSCENZA; si richiede una formazione seria sulle conoscenze, la possibilità di occuparsi "SOLO" di insegnamento potendo avere il tempo di studiare e di preparare le lezioni in modo che siano fruibili e interessanti: troppe perdite di tempo in burocrazia inutile, troppi corsi inutili su competenze e tecnologia; in più, la figura dell'insegnante deve essere centrale per rispetto dovuto, a scuola ora si rischia persino la vita! E adeguamento dello stipendio, che se si insegna a Milano nemmeno l'affitto di u garage ci si può permettere.
3) la scuola NON DEVE ESSERE ASSOLUTAMENTE un cantiere per costruire forza - lavoro, come invece sta sempre più diventando (si vedano nuove indicazioni nazionali e riforma degli istituti tecnici); deve ritornare ad essere un cantiere democratico di conoscenza, confronti, stimolo reale del pensiero critico e costruzione di cittadinanza consapevole;
4) il reclutamento degli insegnanti deve essere basato sulle REALI CONOSCENZE, non su questioni psicopedagogiche di lana caprina, tecnologia, normativa inutile; un insegnante deve prima di tutto SAPERE, poi si può discutere di tutto il resto;
5) Le figure dei dirigenti scolastici e dello staff dirigenziale vanno assolutamente riviste: così come sono state concepite a partire dalla cosiddetta legge "Buona scuola", danno adito a cupole di potere basate su ricatti non detti e favori e privilegi elargiti in cambio di asservimento morale e materiale, influendo in maniera determinante sullo stress da lavoro correlato e sul burnout degli insegnanti;
6) il reclutamento dell'alta formazione artistica e musicale è diventato ancora meno trasparente: deve ritornare ad essere a livello nazionale, adesso ogni Conservatorio indice concorsi propri e ha criteri e modalità proprie che creano disparità, opacità nelle procedure e sempre più precariato;
7) E' ora che i baronati scompaiano dalle università, per dare vero spazio al merito, che è l'unico motore di una ricerca efficace. Concorsi limpidi e meritocratici, supervisionati correttamente e da persone super partes. Solo con una ricerca funzionante una nazione ha un futuro.
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