Educazione linguistica come strumento di libertà: aumentare le ore di italiano al biennio
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Troppo spesso l'insegnamento dell'italiano alle scuole superiori viene associato esclusivamente allo studio della storia della letteratura. Sebbene gli autori e le opere del passato più o meno remoto siano centrali per lo studio della disciplina, è altrettanto vero che l'insegnamento completo è denominato «lingua e letteratura italiana» per una ragione sostanziale: oltre a conoscere le parole di chi ha contributo ad arricchire il patrimonio culturale della nostra Letteratura, è altrettanto necessario avere gli strumenti adeguati per saper comunicare e decodificare in maniera altrettanto efficace i messaggi altrui - da un articolo di giornale, alle dichiarazioni di un ministro della Repubblica alla proposta di un consulente bancario.
Il docente di lingua e letteratura italiana si trova però a dover sacrificare l'arduo compito di educare alla comunicazione efficace – utile a tutte le discipline e dunque trasversale – perché schiacciato da un monte ore che non ne consente l'approfondimento. Da anni infatti il curricolo prevede 4 ore settimanali per la disciplina di "lingua e letteratura Italiana" (fino a pochi anni fa erano 5). Anziché potenziare l'educazione linguistica – fondamentale strumento di libertà e democrazia – il Ministero ha recentemente proposto un'ulteriore riduzione per il quinto anno degli Istituto Tecnici arrivando addirittura a 3.
La proposta è quella di riportare il monteore di lingua e letteratura italiana a 5 ore settimanali al primo biennio, dove il lavoro sull'educazione linguistica dev'essere più organico.
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