ConsultaGov: Il Governo Chiede, i Cittadini Rispondono Direttamente
Si prega di leggere attentamente le regole elettorali per capire come il tuo voto sarà utilizzato da Decidiamo - Vivaio delle idee
-sintesi
Obbligare per legge il Governo a sottoporre a consultazione digitale diretta i cittadini su atti ad alto impatto, con esito pubblicamente vincolante: se il Governo si discosta, deve motivare palesemente le scelte e trasmettere l'atto al Parlamento per dibattito obbligatorio.
- Il problema
Oggi le decisioni governative vengono annunciate senza spazio di valutazione preventiva. Le consultazioni esistenti sono discontinue, prive di standard tecnici, e i risultati non hanno conseguenze istituzionali. I cittadini restano spettatori, non interlocutori.
- La proposta
Istituire ConsultaGov con legge ordinaria, piattaforma pubblica open source (basata su Decidim), regole chiare e zero intermediari:
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Ambito di applicazione
Il Governo è obbligato a consultare i cittadini su:Decreti attuativi di riforme strutturali
Piani di spesa > 500 milioni € o con impatto territoriale diretto
Interventi normativi su ambiente, salute, istruzione, diritti digitali
Qualsiasi atto su richiesta di 100.000 firme digitali certificate
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Accesso diretto e inclusivo
Registrazione con email verificata o SPID/CIE (facoltativo, ma necessario per il voto con valore rafforzato)
Interfaccia accessibile, multilingua, ottimizzata per dispositivi mobili
Nessun filtro organizzativo: partecipa il singolo cittadino
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Processo trasparente e non delegato
Pubblicazione: testo integrale, sintesi in linguaggio chiaro, dati di impatto economico/ambientale, pareri tecnici non vincolanti
Discussione: spazio aperto con moderazione algoritmica pubblica (criteri open source, appeal alla comunità)
Voto: quesiti binari o multipli, formulati in modo neutro, validati automaticamente dal sistema secondo parametri legislativi fissi
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Esito con effetto politico reale
Soglia di partecipazione: 2% degli aventi diritto (calcolata su dati ISTAT aggiornati)
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Se superata:
Il Governo deve recepire l'indicazione prevalente nel testo definitivo
Se modifica o ignora il risultato: obbligo di motivazione dettagliata, pubblicata sulla piattaforma e trasmessa automaticamente al Parlamento
Il Parlamento è tenuto a dibattere la motivazione entro 30 giorni, con voto palese
I cittadini possono esprimere un "voto di fiducia" sulla motivazione: se il 60% la boccia, scatta l'obbligo di riesame o di inserimento in agenda referendum
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Nessun organismo intermedio, solo codice e controllo diffuso
Criteri di ammissibilità, formulazione quesiti e moderazione codificati nella legge e nel software open source
Audit pubblico continuo: chiunque può scaricare log, algoritmi e dati anonimizzati
Privacy by design: GDPR compliance, dati proprietari dell'utente, zero profilazione commerciale
-Obiettivi
Trasformare il rapporto Governo-cittadini da comunicazione unidirezionale a valutazione preventiva
Rendere le decisioni più aderenti ai bisogni reali, riducendo errori e opposizione preconcetta
Sperimentare democrazia digitale pura, senza filtri partitici o burocratici
Creare un precedente legislativo replicabile da Regioni e Comuni
️ Attuazione concreta
Legge ordinaria di iniziativa popolare o parlamentare (titolo: "Disposizioni per la consultazione civica digitale preventiva")
Sviluppo su infrastruttura Decidim già certificata AGID, con fork pubblico mantenuto da università/centri di ricerca
Integrazione con IO/SPID/CIE per notifiche e identità, ma accesso garantito anche senza
Finanziamento nel Fondo per la democrazia digitale (esistente), costi stimati: €2-3M/anno per manutenzione, sicurezza, accessibilità
Pilot obbligatorio: 3 consultazioni entro 12 mesi dall'entrata in vigore, valutazione indipendente open data
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