Un Sindacato degli Utenti - per appropriarsi della ricchezza digitale
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L'idea di un Sindacato degli Utenti parte da questa riflessione: se la ricchezza delle piattaforme digitali deriva dai dati degli utenti, allora questi hanno il diritto di rivendicare il controllo sulle piattaforme e la loro ricchezza.
Per farlo, occorre che la politica aiuti gli utenti costruendo degli spazi istituzionali in cui si possano muovere, e una strada conveniente potrebbe essere quella di un Sindacato degli Utenti.
Il sindacato sarebbe uno spazio democratico di contrattazione collettiva, per permettere agli utenti di stabilire i termini di funzionamento delle piattaforme che usano i dati, obbligando le aziende digitali a sottoscrivere un patto sociale ad oggi del tutto assente.
Il funzionamento sarebbe simile agli attuali contratti che ciascuno di noi sottoscrive quando installa un nuovo software o usa una nuova app, ma invece di essere contratti individuali sarebbero collettivi. Questo permetterebbe di fare leva sul ruolo indispensabile degli utenti, senza i quali nessuna app o piattaforma digitale ha alcun valore.
Un esempio: un comune vuole migliorare la viabilità per ridurre le emissioni, e per farlo ha bisogno di dati aggiornati sui flussi di persone e mezzi di trasporto.
Un'azienda di mappe digitali già dispone di quei dati. Il comune deve allora contrattare con l'azienda per accedervi.
Eppure sono stati gli utenti (abitanti della città stessa) a fornire quei dati. Perché non dovrebbero essere loro a scegliere, in un contratto collettivo con le aziende digitali, che quei dati vengano forniti al comune come bene pubblico?
Lo stesso discorso vale per la sanità, la ricerca, la tutela ambientale, e così via.
E la rivendicazione può estendersi anche all’IA e a tutti gli altri sistemi che si basano sull’economia dell’informazione.
Chiarimento importante: l'obiettivo non è semplicemente garantire la sicurezza individuale degli utenti, vedendoli come semplici "consumatori" da tutelare. Gli utenti sono fornitori di dati tanto quanto ne sono consumatori: una figura diversa sia dal "consumatore" sia dal "lavoratore". Vanno perciò inseriti come componente di massa di un nuovo patto sociale, in quanto generatori di una ricchezza nuova (i dati) che è esclusiva dell'era digitale.
Criticità della proposta:
Affinché questa contrattazione diventi possibile sarebbe necessario studiare dei sistemi legali per obbligare le aziende a interagire con il sindacato prima di poter erogare un servizio. Non sarebbe molto diverso dalle grandi conquiste che si fecero nel dopoguerra sul lavoro, ma richiederebbe molto impegno politico.
Il sindacato, qui espresso in termini monolitici per semplicità, dovrebbe avere ampia partecipazione e pluralità per poter esprimere realmente i bisogni degli utenti. Alla sua nascita andrebbe affiancato un forte lavoro di sensibilizzazione, affinché gli utenti si riconoscano come massa politica determinante e rivendichino spontaneamente il benessere che gli spetta.
Se può essere utile, lascio qualche ulteriore elaborazione qui e qui.
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