Modifiche a "Agenzia delle Entrate 2030 - Un portale unico, semplice e realmente utilizzabile"

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    Il portale dell'Agenzia delle Entrate dovrebbe essere il luogo in cui ogni cittadino, professionista e impresa può gestire in modo semplice il proprio rapporto fiscale con lo Stato.

    Oggi invece molte operazioni sono distribuite tra aree diverse, servizi differenti, portali separati e procedure costruite secondo la struttura interna della Pubblica Amministrazione invece che secondo i bisogni dell'utente.

    La proposta è trasformare il portale dell'Agenzia delle Entrate in un vero sistema operativo fiscale pubblico.

    Un unico ambiente digitale nel quale vedere, capire, gestire e pagare tutto ciò che riguarda la propria posizione fiscale.

    1. Una home page che dice subito cosa devo fare

    Dopo l'accesso con SPID o CIE, il cittadino dovrebbe vedere una dashboard chiara con poche informazioni fondamentali:

    • cosa devo pagare;

    • entro quando;

    • quali dichiarazioni o adempimenti sono aperti;

    • quali documenti ho ricevuto;

    • quali comunicazioni richiedono una mia azione;

    • quanto ho già pagato nell'anno;

    • quali crediti o rimborsi risultano disponibili.

    La home page non dovrebbe mostrare il funzionamento interno dell'Agenzia.

    Dovrebbe rispondere alla domanda:

    “Cosa devo fare adesso?”

    2. Un solo profilo fiscale

    Ogni persona dovrebbe avere un unico profilo nel quale siano raccolti:

    dati anagrafici, Partita IVA, attività svolte, regime fiscale, fatture, dichiarazioni, pagamenti, crediti, debiti, immobili, contratti registrati, comunicazioni e storico fiscale.

    Non dovrebbe essere necessario passare continuamente da un servizio all'altro.

    Una persona, un profilo, un'unica interfaccia.

    3. Linguaggio comprensibile

    Il portale dovrebbe utilizzare due livelli di informazione.

    Il primo, scritto in linguaggio normale:

    “Devi pagare 820 euro entro il 30 novembre.”

    Il secondo, opzionale e tecnico:

    “Secondo acconto imposta sostitutiva — codice tributo X — periodo di riferimento Y.”

    La terminologia fiscale deve rimanere disponibile per commercialisti e professionisti, ma il cittadino non dovrebbe essere obbligato a conoscerla per pagare correttamente le proprie tasse.

    4. Sapere sempre quanto sto maturando

    Per chi ha una Partita IVA il portale dovrebbe mostrare in tempo reale una stima di:

    ricavi, reddito imponibile, contributi, imposte maturate e netto disponibile.

    Quando viene emessa o ricevuta una fattura, il sistema aggiorna automaticamente la posizione.

    Il lavoratore potrebbe così vedere:

    “Quest'anno hai incassato 24.300 euro.
    Stima tasse e contributi: 7.100 euro.
    Hai già versato 3.000 euro.
    Da accantonare: circa 4.100 euro.”

    La fiscalità smetterebbe di essere una sorpresa che arriva mesi dopo.

    5. Pagare qualsiasi cosa dal portale

    Ogni importo dovuto dovrebbe avere accanto un pulsante:

    Paga.

    Il sistema genera automaticamente il pagamento corretto, senza obbligare il cittadino a conoscere F24, codici tributo, sezioni, anni di riferimento e altre informazioni già possedute dall'Amministrazione.

    Il cittadino dovrebbe poter pagare tramite conto corrente, PagoPA o altri sistemi disponibili.

    L'F24 può continuare a esistere come struttura amministrativa.

    Non è necessario che l'utente debba compilarlo.

    6. Fatturazione elettronica integrata davvero

    La fatturazione elettronica dovrebbe essere completamente integrata nel portale.

    Creare una fattura dovrebbe richiedere pochi passaggi:

    cliente, descrizione, importo.

    Il sistema conosce già Partita IVA, regime fiscale, aliquote applicabili e numerazione.

    Quando possibile dovrebbe compilare automaticamente il resto.

    Allo stesso modo tutte le fatture ricevute dovrebbero essere organizzate in modo comprensibile, ricercabili per fornitore, data, importo e categoria.

    7. Acquisti esteri automatizzati

    Acquistare pubblicità da Meta, software da Adobe o servizi da una società europea non dovrebbe trasformare un piccolo imprenditore in un esperto di fiscalità internazionale.

    Quando una fattura estera viene ricevuta, il sistema dovrebbe riconoscere automaticamente il tipo di operazione e predisporre integrazione, autofattura o altro adempimento necessario.

    L'utente vede semplicemente:

    “Abbiamo registrato correttamente questa fattura estera.”

    La complessità rimane nel sistema, non viene trasferita al cittadino.

    8. Dichiarazione dei redditi progressivamente precompilata

    Durante l'anno il portale possiede già gran parte dei dati necessari.

    La dichiarazione dovrebbe quindi costruirsi progressivamente.

    A fine anno il contribuente non dovrebbe ricostruire dodici mesi di attività, ma controllare una dichiarazione già quasi completa:

    “Questi sono i dati che abbiamo. Verificali e conferma.”

    Il principio deve essere:

    se lo Stato possiede già un dato, non può chiederti di inserirlo di nuovo.

    9. Partita IVA gestibile completamente online

    Dal portale dovrebbe essere possibile:

    aprire una Partita IVA, aggiungere o eliminare attività, cambiare codice ATECO, modificare sede, verificare il proprio regime fiscale, controllare la posizione previdenziale collegata e chiudere l'attività.

    Prima di ogni modifica il sistema dovrebbe spiegare chiaramente le conseguenze.

    Per esempio:

    “Se aggiungi questa attività cambieranno questi obblighi e questi contributi.”

    Il cittadino deve poter decidere prima, non scoprire le conseguenze dopo.

    10. Un simulatore fiscale pubblico

    Prima di aprire un'attività dovrebbe essere possibile simulare diversi scenari.

    “Se fatturo 10.000 euro quanto mi rimane?”

    “E con 25.000?”

    “Cosa cambia se vendo anche prodotti?”

    “Cosa succede se assumo una persona?”

    Il simulatore dovrebbe utilizzare le regole fiscali reali e aggiornate.

    Non dovrebbe essere necessario cercare queste risposte in decine di siti o forum.

    11. Comunicazioni leggibili

    Ogni comunicazione dell'Agenzia dovrebbe avere all'inizio un riepilogo standard:

    Cosa è successo
    Cosa devi fare
    Entro quando
    Quanto devi eventualmente pagare
    Cosa succede se non fai nulla

    Poi, per chi ne ha bisogno, il testo giuridico completo.

    Una comunicazione pubblica non dovrebbe richiedere l'intervento di un professionista soltanto per comprenderne il significato.

    12. Assistenza dentro il portale

    Ogni pagina dovrebbe avere un sistema di assistenza contestuale.

    Se il cittadino sta registrando un contratto, l'assistenza deve conoscere quella procedura.

    Se sta guardando una fattura, deve poter chiedere spiegazioni su quella fattura.

    E quando serve un operatore umano, quest'ultimo dovrebbe vedere — con autorizzazione — la stessa schermata dell'utente.

    Basta spiegare telefonicamente:

    “clicchi Servizi, poi Altri servizi, poi Consultazioni, poi...”

    13. Un'agenda fiscale unica

    Il portale dovrebbe avere un calendario personale con tutte le scadenze.

    Non un calendario fiscale generale con centinaia di adempimenti.

    Solo quelli che riguardano quella persona.

    Il sistema potrebbe inviare notifiche:

    “Tra 15 giorni scade questo pagamento.”

    “È disponibile un rimborso.”

    “Abbiamo ricevuto una nuova comunicazione.”

    14. Una cronologia completa

    Ogni azione dovrebbe essere registrata in una timeline comprensibile:

    “12 marzo — hai inviato questa dichiarazione.”

    “18 aprile — hai pagato 340 euro.”

    “3 maggio — Agenzia delle Entrate ha ricevuto il pagamento.”

    “7 giugno — è stato modificato il codice ATECO.”

    Una sorta di estratto conto fiscale della propria vita.

    15. UX progettata come un servizio contemporaneo

    Il portale dovrebbe funzionare bene da computer, tablet e smartphone.

    Navigazione semplice.

    Poche sezioni.

    Ricerca interna efficace.

    Niente aperture di nuove finestre, servizi che sembrano siti differenti o menu costruiti secondo gli uffici dell'Amministrazione.

    Ogni funzione dovrebbe rispettare standard comuni di design e accessibilità.

    Lo Stato non dovrebbe obbligare milioni di cittadini a utilizzare software con un'esperienza peggiore di quella di una normale applicazione bancaria.

    Il principio di Agenzia delle Entrate 2030

    La riforma digitale dovrebbe seguire poche regole:

    Una persona, un profilo fiscale.

    Un dato viene inserito una sola volta.

    Se lo Stato conosce un'informazione, non la richiede nuovamente.

    Ogni debito deve poter essere pagato con un clic.

    Ogni comunicazione deve spiegare chiaramente cosa fare.

    La complessità fiscale deve essere gestita dal software, non dal cittadino.

    Le procedure devono essere organizzate intorno alle persone, non intorno agli uffici.

    Un portale fiscale non dovrebbe essere semplicemente il luogo dove lo Stato mette online i propri moduli.

    Dovrebbe essere uno strumento che aiuta cittadini e imprese a rispettare facilmente le regole.

    Pagare correttamente le tasse dovrebbe essere una delle cose più semplici da fare nel rapporto tra cittadino e Stato.

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