Riflessione sul rapporto tra uomini ed altri esseri viventi

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Nella legislazione vigente gli animali sono già riconosciuti come esseri senzienti e, in quanto tali, ne consegue anche che siano portatori di diritti. Il rapporto tra uomini ed altri animali non umani deve andare oltre l'approccio ecologista. Non si tratta di difendere l'ambiente ma di riflettere sul nostro ruolo di umani in un mondo popolato da altri esseri. Le proposte di base sono ovviamente condivisibili ma il passo ulteriore è una seria riflessione sullo specismo. Considerare l'uomo come il padrone assoluto della terra è il presupposto filosofico dello sfruttamento. Se il fine è il benessere umano, gli animali saranno sempre considerati animali "da" (da compagnia, da reddito, da lavoro, da pratica sportiva, da carne, da latte, da uova, da divertimento.....). Questo è il presupposto per il loro sfruttamento ed il cambiamento non può avvenire solo modificando le contraddizioni più apparenti come gli allevamenti intensivi e magari farlo per motivi principalmente ecologici. Il vero cambiamento è rivedere il rapporto tra le specie. L'antispecismo è la strada che può aprire visioni veramente differenti, arrivando anche al grande tabù dal quale la sinistra non sa uscire, quello del nutrirsi di animali. Pensare al grande cambiamento dell'alimentazione vegetale per motivi etici significa proiettarsi verso una società realmente diversa e riflettere sulla fine del concetto di sfruttamento, non solo verso gli animali ma anche verso le persone. La strada è lunga, l'ignoranza è diffusa e profonda ma una svolta decisa, almeno per iniziare il cammino, è a mio avviso indispensabile.

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