Contrasto alle ecomafie e gestione dei beni confiscati
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Contrasto alle ecomafie e gestione dei beni confiscati
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Inasprimento delle pene per i delitti contro l'ambiente se commessi da criminalità organizzata
Stato attuale e modifica: I reati ambientali sono già puniti dal Codice Penale (Titolo VI-bis, introdotto dalla Legge 68/2015). Si propone di introdurre una modifica all'articolo 452-octies c.p. (Aggravanti ambientali), inserendo un aumento di pena fisso pari a un terzo quando i delitti (come l'inquinamento o il disastro ambientale) sono commessi nell'ambito di attività mafiose o di traffico organizzato di rifiuti.
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Tracciabilità digitale dei rifiuti edili e da demolizione tramite blockchain
Stato attuale e modifica: In Italia è attivo il RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), disciplinato dal Decreto Ministeriale 59/2023. Il sistema attuale non utilizza una struttura di validazione a blockchain ed esclude o semplifica molte categorie di rifiuti edili minori. Il provvedimento introduce un'integrazione normativa al D.Lgs. 152/2006 (Codice dell'Ambiente) per rendere obbligatorio il tracciamento immutabile per la filiera dell'edilizia e delle demolizioni, principale canale delle ecomafie.
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Fondo Nazionale per le Bonifiche finanziato dai proventi delle sanzioni ambientali
Stato attuale e modifica: Attualmente le sanzioni e le confische finiscono nel bilancio dello Stato (Fondo Unico Giustizia), ma non esiste un automatismo che le vincoli direttamente e interamente alla rigenerazione urbana. Il provvedimento modifica la disciplina di destinazione dei beni confiscati per equivalente e delle sanzioni, istituendo un fondo vincolato presso il Ministero dell'Ambiente.
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Dimezzamento dei tempi e trasferimento automatico ai Comuni dei beni confiscati inutilizzati
Stato attuale e modifica: La gestione è regolata dal Codice Antimafia (D.Lgs. 159/2011, Articolo 48). La legge attuale prevede già il trasferimento ai Comuni, ma i tempi burocratici di gestione dell'Agenzia Nazionale (ANBSC) si dilatano spesso per anni. La modifica introduce un meccanismo di silenzio-assenso con scadenza perentoria a 180 giorni dalla confisca definitiva, oltre i quali la proprietà passa di diritto al Comune.
Trasparenza, appalti e rappresentanza di interessi
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Divieto di subappalto a cascata nelle opere pubbliche strategiche per la transizione
Stato attuale e modifica: Il nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) ha liberalizzato il subappalto a cascata, lasciando alle stazioni appaltanti la facoltà di limitarlo solo in casi specifici. Il provvedimento introduce una modifica al Codice dei Contratti inserendo un divieto assoluto e non derogabile di subappalto a cascata per i progetti legati alla transizione ecologica e digitale.
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Regolamentazione del Lobbying con agenda pubblica obbligatoria degli incontri
Stato attuale e modifica: A inizio 2026 la Camera dei deputati ha approvato in prima lettura una proposta di legge sulla rappresentanza di interessi che prevede un registro presso il CNEL. Tuttavia, le associazioni per la trasparenza segnalano forti lacune, come la mancanza dell'obbligo di un'agenda pubblica degli incontri e l'esclusione di alcune categorie. Il provvedimento introduce una disciplina più stringente rispetto al testo in discussione al Senato, inserendo l'obbligo di pubblicazione online di ogni incontro entro 48 ore a pena di sanzioni e interdizioni.
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Efficienza della giustizia e ordinamento giudiziario
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Stabilizzazione e potenziamento dell'Ufficio per il Processo con profili manageriali
Stato attuale e modifica: L'Ufficio per il Processo (UPP) è stato istituito nel 2014 e fortemente finanziato dal PNRR con assunzioni a tempo determinato (molte in scadenza o in fase di parziale stabilizzazione straordinaria). Il personale è composto quasi esclusivamente da laureati in legge. Il provvedimento modifica il D.L. 80/2021 per trasformare strutturalmente la pianta organica dell'UPP a tempo indeterminato, introducendo quote obbligatorie per figure non giuridiche (ingegneri gestionali, data analyst e specialisti IT).
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Riforma delle nomine del CSM basata su indicatori oggettivi di rendimento
Stato attuale e modifica: La riforma Cartabia (Legge 71/2022) ha modificato il sistema elettorale del CSM e i criteri di valutazione per contrastare il correntismo. Il provvedimento interviene sulla stessa Legge 71/2022 e sul D.Lgs. 160/2006, introducendo l'obbligo di algoritmi di valutazione legati alla produttività e alla gestione organizzativa dei tribunali come vincolo primario per l'assegnazione degli incarichi direttivi.
Riforma penitenziaria e pene alternative
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Obbligatorietà delle misure alternative per reati non violenti sotto i 3 anni
Stato attuale e modifica: L'ordinamento prevede già le misure alternative (lavoro di pubblica utilità, detenzione domiciliare, affidamento in prova) regolate dalla Legge Riforma Penitenziaria (L. 354/1975) e potenziate dalla recente Riforma Cartabia. Tuttavia, l'applicazione è rimessa alla discrezionalità del giudice o del Tribunale di Sorveglianza. La proposta introduce una modifica al Codice di Procedura Penale, trasformando la misura alternativa da "facoltà" a "obbligo di legge" in assenza di pericolosità sociale o violenza.
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Introduzione del reato di violazione dello spazio vitale minimo in carcere
Stato attuale e modifica: Attualmente, i detenuti che subiscono condizioni contrarie all'art. 3 della CEDU (meno di 3 metri quadri di spazio calpestabile) possono fare ricorso per ottenere uno sconto di pena o un indennizzo economico (art. 35-ter O.P.). Il provvedimento introduce una norma inedita nell'Ordinamento Penitenziario che impone un tetto massimo invalicabile di capienza per singolo istituto: al raggiungimento del limite scatta il blocco degli ingressi con contestuale reindirizzamento automatico verso strutture alternative.
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Detrazione contributiva totale per assunzioni di detenuti nella transizione ecologica
Stato attuale e modifica: Il lavoro penitenziario è già agevolato dalla Legge Smuraglia (L. 193/2000), che prevede sgravi contributivi e crediti d'imposta per chi assume detenuti. Il provvedimento modifica e potenzia la Legge Smuraglia, portando lo sgravio contributivo al 100% (attualmente è parziale) e aumentando il credito d'imposta per le sole aziende che impiegano i detenuti in progetti di economia circolare, riciclo e manutenzione del territorio.
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