Estate 2026, la crisi climatica ci porta nuove giornate bollenti con picchi oltre i 40 gradi

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“Una delle più grandi ingiustizie relative alla crisi climatica è che si tratta di un fenomeno che poteva essere evitato. Gli scienziati sanno da decenni che l’accumulo di gas serra (GHG) nell’atmosfera sta facendo aumentare la temperatura terrestre, con conseguenze pericolose per l’ambiente e per tutte le forme di vita che da esso dipendono. Questa consapevolezza è stata ampiamente condivisa con i responsabili politici e gli alti funzionari. Eppure le attività che generano emissioni di gas serra — principalmente la produzione e l’uso di combustibili fossili — non solo sono proseguite, ma si sono addirittura intensificate”.

Così esordisce l’ultimo report del Center for International Environmental Law (CIEL), con cui l’organizzazione ricostruisce cronologicamente le conoscenze da parte di governi, ma anche delle compagnie fossili, sui danni che l'aumento di emissioni climalteranti in atmosfera avrebbe fatto al clima del pianeta. 

Decenni di consapevolezze nascoste o ignorate e di possibilità di agire preventivamente  per evitare questa crisi annunciata. E invece eccoci ancora una volta qua, di fronte all’ennesima accelerata della crisi climatica, con pesantissime conseguenze anche in Europa, e in Italia, sulla nostra quotidianità. 

TEMPERATURE RECORD FINO A METÀ AGOSTO

L’estate 2026 si avvia a battere ogni nuovo record in fatto di aumento delle temperature. Lorenzo Giovannini, fisico dell'atmosfera dell'Università di Trento, ha dichiarato all’ANSA che siamo ben al di sopra della media degli anni passati, anche per quanto riguarda le temperature. Secondo il sistema di monitoraggio europeo Copernicus, il mese di giugno è stato il più caldo mai registrato in Europa occidentale (il secondo più caldo globalmente), con una temperatura media di circa +3.05 °C sopra la norma climatologica (1991-2020). 

Arrivando a questi giorni, il climatologo del CNR Giulio Betti sui suoi canali social spiega che “il picco di questa nuova fase di caldo anomalo è atteso la prossima settimana, in particolare tra mercoledì e sabato, quando le temperature massime raggiungeranno diffusamente i 38-40 °C in Val Padana e nelle zone interne di pianura del centro, del sud e delle isole. Non esclusi, soprattutto tra venerdì e sabato, valori localmente superiori ai 40 °C”. Betti evidenzia come questa nuova ondata di calore dovrebbe durate 11-12 giorni, attenuandosi intorno ai 9-10 agosto. 

FIUMI E LAGHI IN SOFFERENZA

Secondo quanto descrive il team internazionale di climatologi del World Weather Attribution, “con le previsioni che non prevedono grandi miglioramenti nel breve termine, l’estate del 2026 sarà ricordata come una delle stagioni più significativamente caratterizzata in Europa per il calore e la siccità degli ultimi anni”. In particolare, in questo momento il problema siccità sta colpendo duramente il Nord Italia (con già ingenti danni per l’agricoltura), con il Po in estrema sofferenza nel cremonese e nel piacentino e laghi come il Maggiore che è al 6% della capacità, cioè - come segnala ANBI - un livello più basso di 114  cm rispetto alla media. A preoccupare anche la situazione dell’Adige, della Dora Baltea e del Tanaro. Al Centro a destare allarme è la situazione del Trasimeno, in Umbria, a soli 4 centimetri dal rilevamento peggiore mai registrato negli ultimi sessant’anni. 

UNA NUOVA STAGIONE DI INCENDI 

Se al Sud in questo momento, al contrario di quanto successo negli anni scorsi, parrebero non esserci problemi particolari fronte disponibilità idrica, a preoccupare è la situazione incendi. Gli ultimi dati diffusi da ISPRA raccontano che “dal 1° gennaio al 28 luglio 2026 sono stati rilevati da satellite poco più di 1070 grandi incendi boschivi distribuiti sul territorio nazionale. La superficie complessivamente percorsa dal fuoco ammonta a circa 741 km², un'estensione paragonabile a quella dell'intera provincia di Lodi”. L’area più colpita è quella del Mezzogiorno e delle Isole maggiori: “in particolare, Sicilia (510 km²), Calabria (78 km²) e Puglia (48 km²) rappresentano i contesti geografici più colpiti, contribuendo complessivamente al 73% della superficie fino ad ora percorsa dal fuoco a livello nazionale”, spiega ISPRA. 

Il bacino del Mediterraneo, e l'Italia in particolare, è del resto estremamente vulnerabile agli incendi estremi. In particolare, il nostro è un Paese di foreste,  dato che queste coprono più del 38% del territorio nazionale. Ma, come spiega l’Unione nazionale Comuni Comunità Enti montani (UNCEM), è un Paese “fragile e infragilito da troppa disattenzione per il nostro patrimonio boschivo e pascolivo”.

Il capo della Protezione Civile Ciciliano in un’intervista a La Stampa ha spiegato che “per effetto della situazione climatica ci troviamo di fronte a una maggiore suscettibilità agli incendi: rispetto a venti o trenta anni fa, a parità di inneschi, oggi il numero di incendi è superiore”

UN MARE SEMPRE PIÙ CALDO 

Mentre il 2026 ha già segnato il record assoluto di temperatura per i mari e gli oceani a livello globale a causa della crisi climatica, l’ultimo rapporto del progetto “Mare Caldo” di Greenpeace Italia rivela che anche i mari italiani continuano a scaldarsi, con ondate di calore fino a 40 metri di profondità, fenomeni di necrosi o sbiancamento su gorgonie e coralli, e l’espansione di specie termofile e aliene. 

Commentando la situazione attuale, Betti del CNR afferma sui suoi canali social che quanto rilevato è completamente fuori da ogni scala statistica. “Dovrebbe apparire tra le notizie più importanti a livello mediatico e soprattutto dovrebbe essere trattata non come un riempitivo di palinsesto ma come una vera e propria emergenza”, afferma il climatologo. “Un mare così caldo, oltre ad essere una bomba ecologica, è anche un serbatoio pieno di energia e di vapore acqueo in eccesso. Ingredienti alla base di possibili nubifragi e alluvioni lampo dei prossimi mesi”. 

SOLUZIONI PER MITIGARE

Se la consapevolezza sulle dinamiche alla base della crisi climatica risale a diversi decenni fa, sono da tempo note anche le soluzioni per cercare di mitigare questa situazione. Dobbiamo abbandonare al più presto lo sfruttamento dei combustibili fossili e puntare con assolute decisione e rapidità sulle energie rinnovabili, che permetterebbero al contempo di abbattere il livello di emissioni climalteranti in atmosfera e abbassare anche le nostre bollette. 

Inoltre serve al più presto l’implementazione di un piano di adattamento serio al clima che cambia, per cercare di subire meno gli impatti degli eventi estremi conseguenza della crisi climatica. 

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