Salari in calo e costo della vita in crescita, lavorare oggi non basta più per arrivare a fine mese

it salari

Avatar: Post ufficiale Post ufficiale

Negli ultimi anni milioni di persone che lavorano si sono trovate a fare i conti con una realtà sempre più difficile: lo stipendio non basta più a garantire lo stesso tenore di vita di pochi anni fa. Di fronte alla perdita di potere d'acquisto causata dall'inflazione e dall'aumento del costo della vita, il governo non è intervenuto con misure strutturali capaci di difendere salari e redditi da lavoro, lasciando che il peso della crisi ricadesse in larga parte su lavoratrici, lavoratori e famiglie.

L'aumento dei prezzi dei beni essenziali, la crescita degli affitti e stipendi incapaci di recuperare il terreno perso rispetto all'inflazione hanno determinato una significativa riduzione del potere d'acquisto, che coinvolge ormai non soltanto le fasce più fragili della popolazione ma anche giovani coppie, famiglie e ampie parti del ceto medio.

In Italia i salari reali restano ancora oltre il 6% al di sotto dei livelli del 2021, il peggior risultato tra le economie avanzate europee e tra i Paesi dell'OCSE. Un dato che richiama anche le responsabilità della politica e la mancanza di interventi efficaci per tutelare il valore del lavoro, sostenere i redditi e contenere il costo dell'abitare.

I salari non tengono il passo dell'inflazione

La nuova crescita dei prezzi dell'energia a causa della guerra in Iran degli ultimi mesi ha riportato al centro del dibattito il problema dei salari reali, cioè il valore effettivo degli stipendi al netto dell'inflazione. 

Sebbene i salari nominali dovrebbero crescere del 2,2% nel 2026 e del 2,4% nel 2027, secondo le stime dell'OCSE, nel 2026 i salari reali in Italia diminuiranno dello 0,9%, mentre nel 2027 è previsto soltanto un lieve recupero dello 0,2%, sempre che l'instabilità internazionale non continui.

Al di là delle oscillazioni registrate nei singoli anni, il dato che descrive meglio la situazione italiana è la perdita cumulata di potere d'acquisto rispetto al periodo precedente alla fiammata inflazionistica: i salari reali restano infatti inferiori di oltre il 6% rispetto ai livelli del 2021. Si tratta del peggior risultato tra le economie avanzate europee e tra i Paesi dell'OCSE, un dato che evidenzia la difficoltà del sistema salariale italiano nel proteggere lavoratrici e lavoratori dall'aumento del costo della vita.

Potere d'acquisto: il ceto medio è sempre più sotto pressione

La conseguenza più evidente della stagnazione salariale e dell'aumento dei prezzi è la progressiva perdita di potere d'acquisto delle famiglie italiane.

Negli ultimi anni sono aumentati i costi dell'energia, dei prodotti alimentari, dei trasporti e dei servizi essenziali, mentre gli stipendi hanno continuato a crescere a ritmi insufficienti per compensare l'inflazione. Il risultato è una riduzione della capacità di spesa che colpisce in misura crescente il ceto medio e una parte sempre più ampia del lavoro dipendente.

Molte famiglie con redditi ordinari si trovano oggi costrette a rinviare acquisti importanti, ridurre i consumi e limitare il risparmio per far fronte alle spese quotidiane. Le difficoltà risultano particolarmente evidenti per giovani e donne, che continuano a scontare salari più bassi e percorsi lavorativi più precari, mentre persistono profonde differenze territoriali nelle opportunità occupazionali e nei livelli retributivi.

L'aumento degli affitti travolge anche chi ha un lavoro stabile

Se esiste un ambito nel quale la perdita di potere d'acquisto emerge con maggiore evidenza, questo è quello dell'abitazione. La crisi della casa, per anni considerata un problema circoscritto alle fasce più deboli, coinvolge ormai lavoratori dipendenti, famiglie del ceto medio e una quota crescente di giovani occupati.

Tra il 2018 e il 2024 i canoni di locazione in Italia sono aumentati mediamente del 22,6%, con incrementi ancora più elevati nelle grandi città e nelle località a forte vocazione turistica. L'aumento degli affitti, unito alla scarsità di politiche pubbliche per l'abitare, ha reso sempre più difficile l'accesso alla casa.

Oggi oltre 1,5 milioni di famiglie si trovano in condizioni di forte pressione abitativa, incapaci sia di acquistare un'abitazione sia di sostenere il peso di un affitto in costante crescita.

Salari che non recuperano l'inflazione, perdita di potere d'acquisto e aumento dei costi dell'abitare rappresentano oggi tre dimensioni della stessa emergenza sociale. Una dinamica che non è il risultato inevitabile di tendenze economiche impersonali, ma dell'assenza di politiche redistributive e di strumenti capaci di difendere redditi e condizioni materiali di chi vive del proprio lavoro.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Come AVS abbiamo lanciato Decidiamo.com, piattaforma aperta a chiunque voglia contribuire in modo serio e costruttivo alla costruzione del programma di Alleanza Verdi e Sinistra per le prossime politiche. 

Iscriviti e inizia subito a dare il tuo contributo, per un’Italia che metta la giustizia ambientale e sociale come priorità.

QR Code

Logo ufficiale di Decidiamo - Vivaio delle idee

Salari in calo e costo della vita in crescita, lavorare oggi non basta più per arrivare a fine mese

QR Code

1 commento

Sto caricando i commenti ...