Porre fine al conflitto in Ucraina: una Conferenza Multilaterale di Pace e Sicurezzaa Roma
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La guerra in Ucraina, provocata dall’aggressione russa in violazione della Carta dell'ONU, continua a produrre un costo umano e sociale insostenibile. Alla ferma difesa del diritto internazionale e dell’indipendenza dell’Ucraina deve però corrispondere la capacità di indicare una prospettiva politica per porre fine alla guerra. Dopo oltre quattro anni di conflitto, la prosecuzione della strategia fondata sul cieco e unico sostegno militare si è rivelata fallimentare e rischia di creare una spirale di escalation sempre più pericolosa.
La strategia del "Dare armi e non trattare a nessuna condizione" si è rivelata dannosa per il popolo ucraino e ha reso l'UE politicamente irrilevante. Oggi non siamo noi (che avevamo previsto questo esito già 4 anni fa) a dover dare spiegazioni, bensì chi per anni ci ha detto "Continuiamo a dare armi e vedrete che la guerra finirà". Invece, a distanza di 4 anni, siamo ancora in un conflitto di frizione che causa oltre 12000 morti al mese, senza nessuna prospettiva di pace.
Occorre per questo che l’UE abbia un protagonismo diverso, capace di imprimere una concreta svolta diplomatica per la cessazione delle operazioni belliche, una de-escalation militare e l’avvio di un percorso di soluzione negoziale del conflitto. L’Europa non può essere assente o marginale dai negoziati né delegare a USA e Russia la definizione del futuro dell’Ucraina e della sicurezza del continente.
L’UE dovrebbe assumere direttamente l’iniziativa per una Conferenza Multilaterale per la Pace e la Sicurezza in Europa, a Roma, nel rispetto dei principi della Carta ONU e dell’Atto finale di Helsinki, con la partecipazione dell’Ucraina e delle parti coinvolte. L’obiettivo immediato deve essere un cessate il fuoco accompagnato da garanzie internazionali, che apra un negoziato sulla fine della guerra e su un nuovo sistema di sicurezza comune e condivisa in Europa.
A questa iniziativa devono accompagnarsi scelte concrete: interrompere la logica della perdurante fornitura di materiali d’armamento e destinare maggiori risorse al sostegno umanitario, alla protezione della popolazione civile e alla futura ricostruzione dell’Ucraina; rafforzare il ruolo delle Nazioni Unite e degli strumenti multilaterali di prevenzione e soluzione dei conflitti; promuovere un Corpo civile europeo di pace per la prevenzione dei conflitti, la mediazione e la riconciliazione; garantire piena trasparenza sulle decisioni assunte in materia militare e un effettivo coinvolgimento dei Parlamenti nazionali.
Costruire la pace in Ucraina significa affrontare la questione più ampia della sicurezza europea. L’autonomia strategica dell’Unione non può essere ridotta all’aumento delle spese militari o a una nuova corsa agli armamenti, ma deve tradursi nella capacità dell’Europa di agire come soggetto politico autonomo, di prevenire i conflitti e di costruire un sistema di sicurezza collettiva fondato sul multilateralismo, sul disarmo, sulla cooperazione e sul rispetto del diritto internazionale.
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